venerdì 8 febbraio 2013

Può un brodo di ossa salvare il pianeta?

I nostri antenati consumando regolarmente brodo di ossa, non solo fornivano un elisir di lunga vita al loro corpo, ma si prendevano cura dell'ambiente rispettando l'animale. Per capire come il brodo ha a che fare con l'ambiente mettiamo a confronto due pratiche alimentari.
Nella prima viene valorizzato al massimo la vita dell'animale, facendolo vivere all'aria aperta e permettendogli di condurre una dieta sana e naturale. Una volta ucciso viene conservato ogni parte di esso, quindi i tagli più grassi e appetitosi, gli organi interni, i tagli più magri e anche le ossa. Da queste ultime si ottengono squisiti brodi ricchi di preziosa gelatina, minerali e vitamine che, come abbiamo visto nel post Brodo di ossa: la medicina dello chef, consentono di soddisfare al meglio l'apporto di proteine ingerito e moltiplicare drasticamente il numero di pasti che si possono ottenere per animale ucciso.
Nel secondo regime alimentare, quello più in voga oggigiorno, viene allevato l'animale dandogli da mangiare mangimi per farlo ingrossare il più in fretta possibile in spazi rinchiusi creando grossi problemi alla sua salute, alla nostra, per il fatto che ingeriamo la sua carne, e all'ambiente per tutte le conseguenze che un allevamento intensivo porta, cosa che ho trattato nel post sulla fattoria ecosostenibile di Joel Salatin. Da questo circolo perverso possiamo aggiungere anche il fatto che l'animale in questione verrà ucciso per quei pochi tagli più noti e il resto verrà scartato. Non consumando gli organi interni e le ossa dovremo uccidere più vite ogni volta che vogliamo soddisfare il nostro apporto di nutrienti di origine animale. Quindi brodo come simbolo dell'anticonsumismo, del rispetto per l'ambiente e dell'animale, senza scordarci che è anche miracoloso per la nostra salute!
Dopo aver considerato tali aspetti, quello di cui davvero non mi capacito è che le soluzioni offerte dalle campagne a favore dell'ambiente e della salute si concentrano praticamente in un messaggio, ossia "smettete di mangiare carne", perchè "la carne fa male" e "il consumo di carne aumenta le emissioni di CO2 nell'atmosfera". Tale assunzione però è davvero riduttiva, è come dire "smettiamola di fare sesso perchè fa venire l'AIDS e moriremo tutti" quando invece, come sappiamo, prendendo le dovute precauzioni o praticandolo con il proprio partner di fiducia, nulla si rischia, anzi, grazie ad esso si può donare nuova vita e creare una famiglia. Stessa cosa per la carne, nell'esempio che faccio la famiglia Salatin compra un rudere in una terra arida e infertile, ma grazie alla cura presa nel tipo di allevamento adottato, riescono a "darle vita" trasformandola in un'oasi verde, dove regna l'abbondanza e la biodiversità sia animale che vegetale, nulla viene scartato, ma fatto rientrare in un cerchio amico della natura. 

Invece di buttarle le ossa, ricicliamole!

Molti però hanno calcolato che tali allevamenti all'aperto non permetterebbero di nutrire l'intero pianeta, questo non lo so, i pareri sono contrastanti, ma una cosa è certa, consumando ogni parte dell'animale e ovviamente anche le sue ossa tramite brodi, il numero di pasti di cui si può usufruire aumenta drasticamente, la morte dell'animale sarà servita "fino all'osso". Ogni volta che mangiamo tagli di carne con le ossa, si potrebbero mettere da parte gli scarti nel surgelatore e quando se ne hanno abbastanza usarli per fare un brodo. Questo aspetto ambientalista è una cosa che posso confermare anche di persona. Ultimamente ad esempio, il mio usuale consumo di carne bianca proviene da una gallina o cappone ruspante presa al Mercato Della Terra di circa 3/3,5 kg. Arrivato a casa lo divido in parti: il petto, le ali, le sovracoscie, gli organi, le zampe, la testa e il dorso. (Vedi questo post per la preparazione) Con essi riesco a farci tre brodi da 1.5 litri l'uno, ciascun litro mi dura circa una settimana. Insieme ad ogni brodo accompagno parte della carne dello stesso cappone (prendendo davvero ogni parte, anche quella dietro al dorso o attorno al collo, non si deve buttare nulla!) o anche del pane, delle verdure o un pezzo di formaggio. Insomma per farla breve quel cappone mi dura per oltre un mese. Andiamo in un fastfood e mangiamo 4 coscie di pollo, avremo gia ucciso due vite in un solo pasto.

Non sarebbero da rifare i calcoli per il fabbisogno dell'intero pianeta?


3 commenti:

  1. "le soluzioni offerte dalle campagne a favore dell'ambiente e della salute si concentrano praticamente in un messaggio, ossia "smettete di mangiare carne", perchè "la carne fa male" e "il consumo di carne aumenta le emissioni di CO2 nell'atmosfera". Ti sei chiesto perchè? L'ADM ha lanciato una campagna pubblicitaria in grande stile per imporre il consumo di soia e derivati nell'alimentazione umana, e la diffusione del veganesimo è il modo migliore per aumentare il consumo di tofu e latte di soia. Di qui la criminalizzazione di tutti i prodotti animali, anche quelli sani, su siti pagati, ma anche, come sono solite fare le lobby in questi casi, con ricerche scientifiche
    pilotate

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  2. E' vero, grazie del commento. Come scrivo in "ecco quello che siamo, mais che cammina" e "grassi saturi-cenni storici e bizzarri allarmismi" le grandi multinazionali che gestiscono commodity quali appunto soia o mais hanno molta influenza sulle campagne anticolesterolo per propinarci le loro "sane" alternative vegetali. Mi sento più "vegano" io mangiando gli organi interni di un cappone ruspante che uno che mangia la soia credendo di salvare il pianeta, ma in realtà partecipa ad una delle più grandi distruzioni ecologiche mai esistite. Ma vedo comunque qua e là che piano piano la verità sta venendo a galla!

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  3. mia nonna mi ha insegnato che con le ali, schiena, zampe, ventriglio, cuore e collo si può fare un ottimo brodo, con gli intestini ben lavati un ottimo risotto, inoltre uso anche le creste di gallo.

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